In relazione ai settori dell’informatica, delle telecomunicazioni e del networking, va detto che il territorio romano è uno dei centri mondiali dell’Audiovisivo, per cui trova riscontro una realtà di rilevante importanza, tale da aspirare a progetti ambiziosi in questo ambito. L’ormai tanto pubblicizzata Festa del Cinema, che si svolge nella capitale, è servita proprio a dimostrare e rendere visibile che alle spalle di questo settore non solo c’è un pubblico, dei consumatori e degli spettatori, ma c’è tutta un’industria per la quale bisogna assolutamente porre grande attenzione.In questo territorio nasce il Distretto dell’Audiovisivo - Patrocinato dal Comune di Roma - un Consorzio di imprese, primo di tale genere costituitosi in Italia, per esprimere e rappresentare, nel proprio ambito, le attività industriali.Non a caso sorge a Roma che, nonostante lo stereotipo che la immagina in termini tradizionali, marca un indiscusso primato, italiano ed europeo, in termini di addetti e di localizzazioni delle più importanti imprese di questa nuova area economica e, nello stesso tempo, costituisce un mercato pubblico e privato di indiscusso valore.Anche quello dei Beni culturali è un settore che ha bisogno di importanti tecnologie, in quanto, visto principalmente in termini di tutela e conservazione.
È un dato noto da tempo che circa l'80% del patrimonio artistico e culturale mondiale si trova in Italia e una parte rilevante del patrimonio italiano si trova nel Lazio.Il turismo culturale ha un’alta incidenza sul totale delle attività economiche della nostra regione (nel 2006 i visitatori dei musei, monumenti ed aree archeologiche di proprietà dello Stato nella regione Lazio sono stati 11.141.998 determinando un introito di 39.994.622,25 Euro) ed esiste una qualificata attività di ricerca svolta da organismi pubblici e privati di rilevanza internazionale.Le imprese coinvolte nella filiera sono 1800, tra cui si contano importanti società di servizi nell’ICT e qualificate e innovative aziende del settore.Nel Lazio inoltre è stato registrato il maggior incremento del numero di imprese (+135,1%) con attività legate al settore dei beni culturali e una grande tradizione nel campo dell’audiovisivoIl sistema della ricerca, poi, vanta circa 1300 specialisti pubblici di comparti sia umanistici che scientifici e la più alta produzione nazionale di laureati nelle discipline interessate.La rete regionale comprende 5 Università pubbliche e 4 private, gli Istituti Centrali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (ICR; ICPL; ICCD; ICCU) e importanti istituti come CNR ENEA e INFN.
La costituzione del Distretto tecnologico per i Beni e le Attività culturali del Lazio servirà ad aumentare il dialogo e la sinergia tra mondo accademico e imprenditoriale e a superare la frammentazione dell’offerta nell’ambito dei beni culturali e la sottoutilizzazione del capitale umano, delle conoscenze e delle potenzialità di innovazione.
In particolare il Distretto si propone di: • Stimolare lo sviluppo e la nascita di imprese innovative che utilizzino i beni culturali come volano dell’economia locale• Favorire un uso privato, ma regolamentato dal pubblico e ad alto valore aggiunto, del patrimonio culturale, creando delle comunità di pratica fra gli attori del sistema• Creare processi e infrastrutture abilitanti per supportare gli attori della filiera• Incrementare le collaborazioni tra grandi imprese (GI) e piccole e medie imprese (PMI)• Potenziare le capacità di generare innovazioni mirate e specifiche di settore, attraverso il cofinanziamento di progetti di sviluppo, ammodernamento e/o acquisizione di impianti e dispositivi da parte di Università e centri di ricerca/OdR/strutture del MiBAC del Lazio• Attrarre capitali privati, competenze eccellenti e imprese internazionali ad alta tecnologia, attraverso strumenti innovativi di private equity/venture capital in operazioni finanziarie nel capitale di rischio• Rafforzare il valore giuridico dei brevetti laziali, di cui il 30% legato allo sviluppo di tecnologie per la sicurezza e la protezione dei beni culturali e sostenere la diffusione delle competenze delle imprese all’interno della frammentata filiera dei beni culturali• Promuovere e favorire il trasferimento tecnologico tra tutti gli attori coinvolti• Ampliare l’offerta del turismo culturale sia tramite forme di fruizione virtuale e multimediali sia attraverso strumenti di marketing esperienziale, che supportino tutte le fasi dell’esperienza di visita • Reindirizzare e distribuire su aree più vaste i flussi turistici che attualmente si concentrano in un numero ristretto di siti e sono condizionati dalla forte polarizzazione sulla capitale.
